Il mare della Riserva dello Zingaro
La riserva, ed il mare che lambisce le sue coste, per la loro posizione geografica e l’elevata profondità delle acque, possono offrirci ancora incontri altrove considerati straordinari.
Non é raro infatti, soprattutto nei periodi primaverili ed autunnali imbattersi in allegre comunità di stenelle, incontrare i cetacei oceanici, osservare le docili evoluzioni di capodogli dal respiro possente e rauco, o addirittura di pigre balene.
Sono però i fondali a regalare ai sub le emozioni più forti: spugne, anemoni e madrepore dai colori smaglianti rivestono antri e cunicoli.
Le colonie di astroides illuminano le pareti e gli anfratti più ombrosi; le gorgonie spiccano con i loro frondosi rami e gli spirografi mostrano i loro variopinti ciuffi piumosi.
I lastroni di roccia, i faraglioni sommersi, le orlate e le ripide franate costituiscono il rifugio naturale di cernie bianche, dentici, saraghi e corvine; le punte e gli strapiombi rocciosi che sprofondano nel blu, sono invece la meta obbligatoria di tonni, lecce e grandi ricciole. 
La Riserva naturale dello Zingaro
Fra il territorio di Scopello e quello di S. Vito Lo Capo, si estende la riserva naturale orientata dello Zingaro.
Imponenti montagne, profonde rientranze, ed ampie vallate sul mare, costituiscono i 1600 ettari di natura incontaminata della riserva.
Pareti a strapiombo, promontori, insenature e spiaggette dai bianchi ciottoli, alternate a caverne, si susseguono per i 7 km di litorale costiero, considerato di grande interesse scientifico e ambientale.
La riserva istituita nel 1981 con una legge regionale, ed affidata all’azienda foreste demaniali della Regione Siciliana, è stata la prima area naturale protetta dell’isola; una delle poche oasi ancora integre e tutelata dalla speculazione cementizia.




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